13/10/2017

Il Darjeeling è in ostaggio. La crisi dello Champagne dei Tè

“The Darjeeling limited” è un film di Wes Anderson del 2007 i cui protagonisti sono tre fratelli che decidono di intraprendere un viaggio in India dopo un lungo anno di indifferenza e silenzi. La pellicola prende il nome proprio dal mezzo di trasporto che Francis, il maggiore dei tre, decide di adottare per ricostruire quell’amore fraterno che negli ultimi mesi era venuto a mancare. Questo titolo oggi potrebbe essere tristemente preso in prestito per descrivere cosa sta accadendo nelle regioni di produzione di questo pregiato Tè.


Conosciuto come lo Champagne dei Tè, il Darjeeling è da sempre molto apprezzato per il suo gusto delicato. La sua raccolta estiva o first flush è la preferita dagli appassionati per il sapore che regala in tazza ricordando le uve moscato e le mandorle acerbe. Proprio per la sua complessità aromatica, questa speciale rarità viene annoverata come uno dei Tè più costosi al mondo, con picchi che toccano le 300£ per libbra.


Quest’anno, però, tutti noi appassionati che di norma attendiamo con ansia l’arrivo della nuova raccolta vedremo deluse le nostre aspettative.


 Accade infatti che il Darjeeling sia a rischio estinzione: per la prima volta dopo oltre un secolo e mezzo,  il re dei Tè scomparirà dal mercato mondiale all’ingrosso.


Gli 87 giardini dove la maggior parte del Darjeeling viene raccolto sono stati coinvolti in uno sciopero che dura ormai da mesi e che avrebbe causato, secondo i produttori, la quasi totale perdita del raccolto di quest’anno. I proprietari delle piantagioni prevedono che si impiegheranno anni prima di tornare a raggiungere rendimenti pari a quelli degli anni precedenti.


"Non c'è possibilità di ottenere tè Darjeeling nei prossimi mesi di quest'anno", ha detto il segretario del Calcutta Tea Traders Association (CTTA) J. Kalyansundaram al Times of India.


Quello che a prima vista sembrava un problema di natura squisitamente politica, si è dunque trasformato in un problema dalle conseguenze sociali e ambientali. Molti dei raccoglitori di Tè sono i protagonisti di questa rivolta il cui ostaggio principale resta il Tè. Non percependo un salario da mesi, molti dei lavoratori hanno abbandonato le regioni montane per trovare lavoro altrove e sopravvivere. Ma l’abbandono della raccolta manuale ha reso i giardini infestati da erbe incolte e selvagge e i terreni impraticabili. Il primo passo, possibile solo al termine definitivo dello sciopero, sarà quello di riportarli a Darjeeling garantendo così anche ai giardini il ritorno al loro originario splendore.


È chiaro che l’impatto di questo lungo sciopero si sentirà per mesi sia in termini di colture irregolari che di ingenti aumenti dei prezzi ma noi siamo fiduciosi che la situazione possa a poco a poco risolversi. Nell’attesa di ulteriori aggiornamenti, tenete strette le vostre tazze di Darjeeling. Abbiamo un tesoro da custodire!





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